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Se per te il Krav Maga è una serie di tecniche capaci di mettere chiunque in grado di sconfiggere un aggressore più grosso in 3 semplici allenamenti, questo articolo NON fa per te!

In questo articolo sfateremo diversi miti e, alla fine della lettura, ti sarà chiaro come funzioni davvero questo sistema.

Il Krav Maga è arrivato alla ribalta e, proprio come qualsiasi altra celebrità, ha attirato la sua dose di voci di corridoio e chiacchiere da bar.
A questo si aggiunga il fatto che, essendo una disciplina giovane, un certo numero di persone senza particolari scrupoli abbiano ben pensato di fare un cocktail di discipline a caso e venderlo come Krav Maga.

Quello che arriva al grande pubblico è, di conseguenza, una immagine confusa, irrealistica, spesso portata avanti da istruttori che non si. capisce bene dove si siano formati e che, infatti, spesso giocano la carta del “mistero” sulle loro origini. 

Ecco quindi la necessità di questo articolo chiarificatore.
Leggilo, verifica il mio curriculum, e quello di chi mi ha formato e fatti una tua idea.

Mito 1: Il Krav Maga è praticato solo da corpi speciali dell’Esercito

Sì e no.
Originariamente sviluppato nell’ambito militare, il Krav Maga si basa su principi di ottimizzazione delle risorse, logica nell’applicazione e massimi risultati con il minimo sforzo.
Quello che viene insegnato nelle palestre è una versione adattata alle necessità dei civili. Mentre l’obiettivo militare è l’eliminazione della minaccia, la difesa personale mira alla protezione propria e dei propri cari.
È essenziale tenere presente questa distinzione anziché cercare di emulare personaggi da film d’azione.

Mito 2: Il Krav Maga è troppo difficile per i civili

Assolutamente falso.
Il Krav Maga è stato appositamente sviluppato per permettere a persone senza particolare addestramento di migliorare le proprie capacità di combattimento fisico e mentale. In particolare all’inizio della sua storia il Krav Maga era uno strumento per elevare la capacità combattiva delle forze israeliane di recente formazione. Solo successivamente, il Krav Maga è stato sviluppato come metodo specifico per preparare chi svolge ruoli operativi.

Sebbene la versione militare condivida principi simili, essa è caratterizzata da tecniche specifiche per l’equipaggiamento e il ruolo.
La difficoltà non è un elemento centrale, l’intensità lo è in relazione al ruolo.
Un civile ha bisogno di imparare a difendersi da una aggressione comune, non di combattere i terroristi. 

Mito 3: Il Krav Maga si basa su leve e disarmi complessi

Questo mito va sfatato nella maniera più assoluta.
Anche nella versione per forze dell’ordine, leve e disarmi non costituiscono la parte principale e le manovre che si fanno per atterrare e immobilizzare in previsione di un ammanettamento, sono semplificate.
Le leve e i disarmi richiedono una padronanza avanzata e la capacità di passare a alternative se non avvengono con successo.
Non sono tabù, ma vanno utilizzati con intelligenza in relazione al contesto.
Nel Krav Maga orientato ai civili il concetto di controllo non si applica se non nei casi in cui non ci sia minaccia alla propria incolumità e si voglia ridurre il danno che è necessario infliggere all’aggressore per far cessare la minaccia.

Mito 4: Il Krav Maga è troppo intenso e provoca infortuni

Sì, è vero che allenarsi in una attività di contatto implica il rischio di infortunio.
Il dolore muscolare e i lividi in un certo senso sono parte integrante dell’allenamento, ma sarebbe un errore pensare che lo siano anche gli infortuni.
Questo rischio va tenuto basso quanto qualsiasi altra attività di contatto perché una persona infortunata non può allenarsi e se l’infortunio è ripetuto, sviluppa paura verso il contatto anziché fiducia nelle proprie capacità di difesa. 

Mito 5: Il Krav Maga è una serie di esercizi di combattimento

L’idea che il Krav Maga coinvolga costantemente il combattimento tra partner è un errore. Benché l’allenamento possa includere sessioni di sparring per condizionamento fisico e mentale, il suo obiettivo imparare a risolvere (vincere) una situazione di aggressione anziché vincere l’aggressore.
Certo, capita che le due cose coincidano, ma nella difesa personale questo non è un assoluto. 

Lo sparring è uno strumento utile e importante, modulato secondo diverse esigenze e scenari, ma solo uno degli strumenti tra gli altri che ci sono per imparare il Krav Maga in modo efficace. 

Concludendo:

Questi miti espongono una verità più profonda: il Krav Maga è un sistema di difesa personale che si basa su principi di logica, adattabilità e progressione.

Rompere questi miti significa comprendere appieno l’essenza di questa disciplina.
La sicurezza personale non sull’essere bravi a picchiare, ma su una preparazione intelligente e sistematica che protegga la persona sotto il profilo fisico, mentale, legale e reputazione.

Mantenere il corpo e la mente al sicuro richiede comprensione, disciplina e un approccio olistico all’addestramento.

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