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Scanning e Krav Maga, perchè l’attacco arriva quando non l’aspetti.

Il Krav Maga è un sistema integrato all’interno del quale la difesa personale e la situazione di aggressione viene analizzata in tutti i suoi aspetti. Riporto, tradotto in italiano, un articolo molto interessante di Eyal Yanilov – Fondatore e Direttore della Krav Maga Global.

Grazie ad Alessio Scalas per la traduzione.

Buona lettura.

Come ricorderete benissimo le fasi di pre-fight, fight e post-fight sono una parte dell’approccio tattico del moderno Krav Maga. Quando dico fight, intendo lo scenario o la tecnica con cui abbiamo a che fare in un dato momento.

Finishing Modes

Noi vediamo la difesa personale (e di fatto uno scontro o la difesa di una terza persona) come un processo.
La soluzione di un tale problema non può essere vista soltanto da un punto di vista delle tecniche usate ma deve essere affrontata anche da una direzione tattica, con un approccio completo e sistemico. L’approccio tattico si sviluppa nel KM alla fine degli anni ’80, ma in realtà è stato completamente integrato, compreso ed insegnato già circa 10 anni fa.

Come continuare e concludere un confronto che si trova nelle sue fasi conclusive di azioni violente e come dovrebbe essere percepito dal praticante di KM?

L’attaccante/i noti sono stati affrontati ed è (soggettivamente) chiaro per il nostro praticante che lui o lei ha preso il sopravvento…o  “vinto” lo scontro.
Cosa si fa adesso? Qual’è il prossimo passo?
Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto prima?
Che cosa abbiamo fatto prima?

Quando ci troviamo nella specifica situazione di un confronto violento, in una situazione di difesa personale, riuscire a cavarsela può avvenire grazie all’utilizzo di una semplice azione come una difesa, un contrattacco, un passo nella direzione corretta, etc.
Tuttavia a volte ci possiamo trovare coinvolti in un confronto molto violento e pericoloso. L’aggressore/i  che abbiamo affrontato può essere stato momentaneamente stordito o può essere addirittura gravemente ferito.
Lui/loro potrebbero essere stati sconfitti o forse non ancora.
Al più presto dobbiamo conseguire i nostri obiettivi iniziali: impedire all’attaccante qualsiasi azione che possa farci del male o che possa aumentare la sua capacità e possibilità di danneggiarci.

Post fight

Il post-fight, è prima di tutto l’approccio tattico al finishing mode (azione o serie di azioni a seguito dello scontro).
Come dovremmo continuare o finire un confronto violento nel momento in cui abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi iniziali?
Potremmo aver bisogno di:
Continuare a combattere o fuggire dalla zona;
Disarmare l’avversario o trovare un oggetto comune che può essere usato come arma;
Portar via la nostra famiglia o saltare un recinto.

Ci possono essere molte alternative e possibilità di intervento, alcune delle quali possono essere corrette e utili, altre pericolose e drammatiche per noi o per i nostri compagni.

Scanning

Al fine di prendere una decisione calcolata e applicare la risposta corretta, abbiamo bisogno di raccogliere informazioni sulla nostra situazione su ciò che ci circonda, per esempio:
Chi altro c’è nell’area e quali sono le sue intenzioni;
Dove sono gli amici o i familiari con cui eravamo e chi abbiamo necessità di difendere o proteggere;
Dove sono i nostri effetti personali;
Dove sono altri potenziali aggressori;
Dove si trova un’area sicura e come possiamo raggiungerla;
Chi può aiutarci e come possiamo arrivarci o portarli da noi;
Dove si trovano strumenti specifici o oggetti di uso comune che possiamo utilizzare per migliorare le nostre possibilità di superare l’attaccante/i o gli eventuali problemi connessi.

Per questo abbiamo bisogno di guardare nella zona intorno a noi e ricavarne i dati. Noi chiamiamo questo “scanning” e ci sono due tipi di scanning.

Scanning passivo – controllo dell’area conseguente allo spostamento.

Quando hai un aggressore pericoloso di fronte, è necessario gestire direttamente lui. Se sai di aver a che fare con più persone, è necessario considerare il grado di pericolo e di minaccia che ciascuna di essi comporta. Per esempio, se un aggressore ha una mazza da baseball e un altro è disarmato, di solito è necessario affrontare prima quello armato, a causa della sua arma a lunga portata.

Questo è vero a meno che l’aggressore disarmato non si sia avvicinato talmente tanto che diventa un pericolo più immediato. In tutti questi casi non si può distogliere lo sguardo degli avversari pericolosi. Quindi, al fine di vedere chi hai dietro di te o dove è finito un vostro amico / familiare che era con voi un attimo prima, o dove si trova la porta, è meglio che vi muoviate intorno l’attaccante, soprattutto se si stanno facendo difese e contrattacchi.

Un effetto di tale movimento è che ci si sposta in un altro angolo da cui si può vedere l’area da un’altra direzione, in particolare la zona che era dietro di te. Naturalmente ci si dovrebbe spostare in modo circolare nella direzione che vi porta ad una zona più sicura e meno pericolosa.

Scanning attivo – controllo dell’area conseguente alla ricerca con il solo sguardo e torsione del busto e della testa.

Una volta che avete difeso e contrattaccato in base alle necessità e vi siete allontanati dalla zona pericolosa nelle vicinanze dell’attaccante/i ora avete la possibilità, l’opzione e in molti casi la necessità di procedere con la fase successiva, mentre gli aggressori con cui avete già avuto a che fare non possono raggiungervi.
Questo è il momento di:
Cercare un altro avversario/i che rappresenta un pericolo reale e immediato per voi, o ostacoli che possono esservi di intralcio;
Individuare l’uscita;
Dove si trovano oggetti comuni con cui potete equipaggiarvi e che possono aiutarvi nel compito di superare gli aggressori;
Dove si trova un eventuale amico/famigliare, etc.

In questo caso si dovrebbe muovere la testa e gli occhi da una parte all’altra, al di sotto e al di sopra di voi, per raccogliere informazioni e trovare ciò che vi serve ed eseguire le azioni necessarie secondo le opportune decisioni.

Riepilogo

Scanning passivo e attivo sono i comportamenti tattici mirati a trovare altri aggressori e raccogliere eventuali altri dati pertinenti che vi permetteranno di prendere decisioni calcolate in situazioni di scontro e di violenza.

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