Esiste un banco di prova per una difesa personale realistica?

Uno dei grossi problemi della difesa personale è che non esiste un banco di prova.
Nei contesti sportivi, per quanto sia comunque un test relativo, la competizione è ciò a cui ci si affida per una valutazione dell’efficacia di un sistema oppure no.

La difesa personale dovrebbe rientrare in quelle procedure che, a contatto con la realtà, traggono dalle casistiche di successo un orientamento sul metodo.
Ad esempio le procedure di sicurezza nell’utilizzo di un arma all’interno di un poligono hanno dimostrato come, nella loro attuazione, gli incidenti nel maneggio delle armi da fuoco siano diminuiti.
Analogamente possiamo dire lo stesso per quelle che sono le procedure dei pompieri, o anche dei medici. 

Quando il banco di prova non può essere la gara

Sfortunatamente per la difesa personale questo è possibile farlo in modo molto limitato e soffrendo alcune distorsioni.
La difesa personale è, infatti, un macro contenitore in cui si trova tutto ed il contrario di tutto.
Incrociare i dati di chi è stato aggredito con il suo successo o meno nel difendersi in relazione al fatto che abbia fatto o meno difesa personale ha pertanto poco valore.
Non solo.
Poiché una difesa personale sensata da grande spazio alla prevenzione, de-escalation dissuasione ed elusione moltissime delle casistiche di successo mancano proprio.

Sarebbe come stabilire se le regole della circolazione stradale siano valide incrociando i dati relativi agli incidenti avvenuti con quelli di chi è sopravvissuto allo scontro.
Il punto è NON finirci in uno scontro!

L’obiettivo di una difesa personale realistica, quindi, è altro ed il suo banco di prova può essere dato, in parte da quelle che sono assunzioni di buonsenso (come nell’esempio sopra), in parte attingendo al bacino di esperienze reali dei propri allievi e, se si fa parte di una grande organizzazione, con quelle degli allievi degli altri istruttori sparsi in tutto il mondo.

Nel video qualche informazione più approfondita sul concetto di “comprare tempo” nella difesa personale. 

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