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Come si prepara una persona comune a gestire la violenza di un’aggressione?

Chi ti dice che la strada è diversa dalla palestra ha perfettamente ragione. Allo stesso tempo chi ti dice che per questo motivo si può solo apprendere dalla strada ha drammaticamente torto.
In questo articolo tocchiamo un argomento molto delicato:

Come preparare le persone comuni a gestire la violenza di un’aggressione.

Esatto, persone comuni.

Le persone non comuni, sono, appunto, non comuni. Di norma, nell’area per le quali sono portate, riescono ad ottenere risultati a prescindere. Certo, quando trovano un metodo valido passano da non comuni ad eccezionali… ma questo è un altro discorso.

Partiamo da un assunto: Non si può fare esperienza prima di aver fatto esperienza.
Per questo motivo non si può essere preparati alla violenza prima di essere preparati alla violenza, così come non si può essere in grado di difendersi prima di essere in grado di difendersi.
Chi ti dice che devi “buttarti” e imparare solo “dalla realtà” ti condanna nel 90% dei casi ad un’esperienza traumatica per il fisico o per la mente, talvolta per entrambi.
Il risultato è che stai peggio di prima.
Questo metodo è nella migliore delle ipotesi, quando fatto coscientemente, un sistema per selezionare le persone.

Gestire una aggressione: Il dilemma.

Abbiamo quindi un dilemma: Dover preparare una persona comune ad una situazione molto dura senza poterle far poter utilizzare l’esperienza stessa.
A dire il vero è un dilemma che riguarda quasi esclusivamente le arti marziali. Nessun soldato viene messo sotto il fuoco nemico in addestramento (reale, orientato per uccidere, non parliamo di una prova sotto stress) .

Ad un livello più vicino alla nostra realtà nessuno impara a guidare iniziando a guidare da solo in strada.

La soluzione è come in altri ambiti una progressione scientifica e ben calibrata.
Descrivere in dettaglio il come richiederebbe un trattato a se stante.
Basti sapere che non è differente da altri campi e che riguarda principalmente il prendere dimestichezza con il saper colpire davvero e il rimanere lucidi quando si viene colpiti.
Il percorso è un processo di desensibilizzazione da un lato e confidenza dall’altro.

Un buon sistema, un buon istruttore, il totale rispetto per il compagno di pratica, i tre pilastri attraverso cui si può esplicare.

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