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Un classico che conoscono (non troppo stranamente) in pochi.

“To Ride Shoot straight and speak the truth” è un libro del tiratore ed esperto di  combattimento con le armi da fuoco Jeff Cooper.  L’autore è ben noto per essere considerato il padre del combattimento moderno con le armi da fuoco.

Quando ho iniziato a scrivere questa recensione mi sono subito reso conto di quanto sia difficile parlare di un libro simile senza farsi trascinare dalla riverenza per il personaggio. A Cooper si deve un atteggiamento moderno e estremamente pratico sull’impiego delle armi da fuoco. Ricordiamo il color code e le regole di sicurezza che portano il suo nome che qualsiasi tiratore conosce:

1. Maneggia un’arma come se fosse sempre carica.

2. Non dirigere mail il vivo di volata verso qualcosa che non si ha intenzione di colpire.

3. Tenere il dito indice fuori dal ponticello fino a quando non si è deciso di fare fuoco.

4. Prima di fare fuoco, sii certo del tuo bersaglio, di quello che c’è dietro ed in prossimità di esso.

Di sicuro si tratta di un testo che tratta del combattimento a 360 gradi ma questo aspetto è così esteso che moltissimo del materiale è inutile o non attinente alle necessità del tiratore medio. “To Ride Shoot straight and speak the truth” è tecnicamente parlando, una raccolta di scritti e come tutti i testi di questo genere, pecca per sua stessa struttura di una organizzazione lineare.

To Ride Shoot straight and speak the truth: cosa trovi nel libro.

Alcuni articoli sono dei veri e propri piccoli saggi. Altri riguardano i test e le impressioni dell’autore sull’utilizzo di alcune armi. Altri ancora sono discretamente inframmezzati dalle sue considerazioni politiche. Può risultare un testo interessante se il lettore ha un interesse di tipo storico o personale per il personaggio.

E’ un libro che non mi sento di consigliare all’utente medio che magari cerca qualcosa di più vicino alle sue necessità e di più aggiornato per quanto riguarda il combat shooting.

Il testo di Cooper, per quanto interessante sotto certi aspetti, è decisamente troppo dettagliato per le esigenze comuni sino ad essere assolutamente sovradimensionato per la realtà italiana.

Spero che il capitolo su come trasformare o progettare la propria casa in funzione delle difendiblità in caso di assalto armato non abbia lasciato perplesso solo me.

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