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Reagire bene va bene… reagire troppo… non troppo!

I tempi di reazione nella difesa personale vengono allenati per ottenere la massima reattività da ognuno di noi e non mancano le persone che temono, praticando una disciplina efficace come il Krav Maga, di diventare addirittura troppo reattive e di avere reazioni eccessive.

Mi è capitato di sentirmi dire parlando di difesa personale  “ho paura di avere delle reazioni eccessive”.

L’idea, che chi pratica un metodo di self defence come il Krav Maga, debba essere una molla pronta a scattare è figlia di tanti pessimi film e telefilm.

Giusto per fare un esempio classico: l’eroe di turno, svegliato da un amico, apre gli occhi di scatto, arma in pugno e pronto a combattere.

Per quanto non manchino personaggi che scimmiottano questo tipo di comportamento, la realtà è ben diversa, a meno di non affidarsi ad un improvvisato.

Sviluppare la capacità di reagire in modo immediato e deciso, infatti, ha poco o nulla a che vedere con l’essere una bomba pronta a scoppiare.

Ti è mai capitato di prendere al volo un bicchiere che stava cadendo? O di evitare qualcuno che camminando distrattamente stava per venirti addosso? In macchina hai mai frenato bruscamente per evitare un incidente?

I tempi di reazione nella difesa personale viaggiano sugli stessi parametri, sia per quanto riguarda lo sviluppo del riflesso che porta all’azione, sia per quanto riguarda lo stato mentale precedente ad esso: una semplice condizione di presenza e attenzione al mondo circostante.

Come si allenano i tempi di reazione nella difesa personale?

 Non si allenano. O meglio, dire che si allenano potrebbe essere impreciso. Si sfruttano i riflessi naturali in modo intelligente. La reattività che usiamo tutti i giorni non abbiamo avuto bisogno di allenarla. Infatti:

Qualcuno ha dovuto insegnarti a ritrarre velocemente la mano toccando qualcosa di molto caldo? E’ bastato una volta o in famiglia ti hanno fatto fare tre serie da quindici di ritrazione della mano? Nel caso, sappi che ci sono gli estremi per chiamare il telefono azzurro.

I nostri riflessi naturali sono sicuramente la via privilegiata. Poiché sono naturali, vanno semplicemente adattati e messi in relazione con la situazione in cui vogliamo che funzionino. Ma metterli in relazione non basta.  Proprio perché si tratta di un riflesso non abbiamo una via intermedia. O lo si attiva o non lo si attiva e, una volta attivato, parte.

Ecco allora che l’allenamento, in senso proprio, è indirizzato al tarare lo stimolo che deve far scaturire il riflesso:

Ovvero quando lo stimolo supera una certa soglia di intensità attiva la risposta.

Tutto qui.

Non si risponde con una gomitata all’indietro per una pacca sulla spalla troppo brusca. Così come non ci si lancia in un tuffo alla cieca se vediamo un bicchiere in bilico.

In entrambi i casi i tuoi amici non ti inviterebbero più a cena.

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Di seguito altre risorse per approfondire:

Perché la velocità di reazione non è una questione di riflessi

Aspetti legali della difesa personale: Quando una reazione è legittima?

La scelta di tempo nel Krav Maga