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Quando una aggressione verbale può facilmente trasformarsi in una aggressione fisica.

Il protagonista di questa storia è un medico sui quarant’anni. Per i modi pacati e rassicuranti che ha è esattamente la persona che vorresti accanto quando le cose vanno male. Corporatura media, continua a tenersi in forma. Sin da giovane ha praticato arti marziali ma, come molti praticanti di lunga data, ha un modo di porsi estremamente tranquillo. Da qualche anno si è avvicinato al Krav Maga.  La sua vicenda è interessante per diversi motivi.

Leggi il resoconto e le considerazioni sull’accaduto.
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Gestire le provocazioni rimanendo lucidi 

Aggressione verbale e aggressione fisica

Mi sono trovato a fronteggiare una aggressione verbale. Racconto di F.M.

Credo fossero forse le due di notte. Durante il mio turno di guardia sento qualcuno urlare come se stesse litigando con qualcuno dalla zona dei bagni.

Accorro subito per capire di che si tratta. Già come sono sul posto mi rendo conto che la situazione è particolare perché degli altri pazienti che sono in zona e che ovviamente sono tutti svegli per il rumore, nessuno sembra nemmeno accennare ad una protesta. Dal bagno sento la voce di un ragazzo continuare ad urlare, probabilmente in un telefonino, che vuole essere portato a casa. Busso e gli chiedo di calmarsi. Questo apre subito la porta come se non aspettasse altro. Mi ritrovo davanti un ragazzo sui venticinque. Una specie di gigante tutto muscoli con un’aria rabbiosa. Gli chiedo di nuovo di abbassare la voce perché è in un luogo in cui la gente ha bisogno di riposare.

Lui mi si avvicina e mi urla addosso che devo lasciarlo in pace, perché è bipolare ed io non so di cosa possa essere capace.

Rimarca il fatto più volte.

Io sono con le mani nelle tasche del camice.

Lo guardo e penso: se faccio un movimento sbagliato questo mi salta addosso per ammazzarmi. Sia che provi a fermarlo sia che provi a scappare. Rimango fermo con le mani in tasca. Mi mostro tranquillo come se fosse assolutamente ovvio che non si sarebbe mai permesso di mettermi le mani addosso.

Faccio il medico.

Gli ripeto che capisco le sue motivazioni e che se abbassa la voce possiamo discuterne e trovare una soluzione. Un poco sembra calmarsi. Fa ancora alcune telefonate mentre lo tengo d’occhio. Poi la situazione sembra stabilizzarsi.

Infine circa un’ora più tardi è lui che mi viene a cercare per scusarsi del suo comportamento. Pur scusandosi sottolinea che me la sono vista brutta e che sono stato fortunato.

Come dargli torto.

Cosa considerare di questa aggressione verbale

— Stati di alterazione mentale.

Una persona alterata mentalmente può essere estremamente pericolosa. Chi tratta pazienti sotto cure psichiatriche sa che cosa può voler dire tenere ferma una persona che si dibatte con tutte le sue forze.  Spesso in queste condizioni, così come sotto effetto di stimolanti, il soggetto ha una percezione minima o nulla del dolore e le tecniche coercitive come le leve articolari sono inefficaci.

— Nell’esercizio delle proprie funzioni.

Il proprio ruolo impone una condotta consona. Questo vale per i medici come per le forze dell’ordine. Credo che per tutti e due lo scenario di un incontro di kickboxing per strada sia l’ultimo desiderabile.  Quando la situazione lo consente è sempre opportuno usare strategie di de-escalation e sfruttare, quando possibile, il proprio ruolo come leva.

Cosa ha pensato il protagonista della storia

Forse i pazienti della corsia nel ringraziarmi hanno pensato che in realtà fossi un incosciente.

Forse non hanno pensato nulla e avranno chiuso il caso come se per chi è medico cose del genere sia normale amministrazione. Ancora non so come ho fatto ad apparire così sicuro quando dentro di me ero cosciente che quel ragazzo avrebbe potuto farmi a pezzi.

Probabilmente gli allenamenti a mantenere la lucidità di pensiero anche in situazioni di forte stress sono serviti.  Forse quando sai che le tue possibilità di “vincere fisicamente” sono davvero esigue sei davvero costretto a fare del tuo meglio in tutto il resto.

Credo rimarrà un mistero.


Che ne pensi? Come credi che ti saresti comportato tu in una situazione del genere?
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