Ripetere una tecnica per perfezionarla è la base di qualsiasi percorso di arti marziali o sport da combattimento. Si dice che la ripetizione è la madre della perfezione… ma in questo assunto c’è un errore che devi evitare.

In questo video-articolo ti spiegherò come e perchè la ripetizione insensata sia da evitare come la peste e alla fine ti darò anche un po’ di numeri utili per orientarti.

Perchè ripetere una tecnica non basta

Scusa il gioco di parole ma davvero “ripetere una tecnica e basta”… non basta.
Potrei spiegartelo con tanti bei giri di parole ma preferisco un esempio che ti renderà tutto chiaro immediatamente.
Quanto può viaggiare veloce un treno se i binari sono mal messi o anche solo mal allineati?
La risposta è: Molto poco a meno che non voglia rischiare un brutto deragliamento.
La progressione nella pratica viaggia con la stessa logica.
Prima di avere una ripetizione continua, costante che crei degli automatismi funzionali, occorre che la struttura che viene creata sia valida e con il minor numero possibile di imperfezioni.

Il segreto delle lunghe ripetizioni.

Una volta che la struttura è creata, solo allora ha senso elevare il numero delle ripetizioni.
Prima di quello è un grosso rischio perchè altrimenti non si fa che ripetere e sedimentare un movimento che non è funzionale al nostro obiettivo.
Certo, il tutto va inquadrato in un contesto più ampio.
L’allievo ha bisogno di sentire che sta crescendo (come in effetti succede).
Per farlo, non potendo misurare il percorso con la finezza tipica di un maestro, ha bisogno di elementi esterni facili da maneggiare e comprendere.
Per questo se la ripetizione deve essere sensata, ha poco senso anche massacrare il povero praticante sempre con la stessa tecnica pretendendo una perfezione assoluta.
La cosa importante è che la struttura di base sia solida.

Se lo scheletro c’è, si può procedere.
Rimpolparlo non sarà un problema.

Nel video maggiori dettagli e qualche numero che ti sarà davvero utile 😉

Altri video?
Dai un’occhiata al nostro canale!