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In che modo l’utilizzo degli schemi motori di base può dare dei vantaggi nella pratica di un sistema di difesa personale?

Articolo a firma di Andrea Pau, assiduo praticante di Krav Maga e medico.

Perché nella difesa personale  sfruttare maggiormente schemi motori di base e costruire le tecniche su di essi?L’esempio dell’utilizzo degli archi riflessi nel wing tsun. In questa arte marziale si possono  osservare diversi video di maestri o praticati che sono in grado di colpire parare e ostacolare l’avversario anche ad occhi bendati;  questo grazie al fatto che col  contatto fisico la percezione( tramite la sensibilità propriocettiva e esterocettiva) permette di percepire movimenti e posizioni del”avversario evocando quei rapidissimi archi riflessi che evocano a loro volta risposte motorie i e precise e sopratutto rapidissime.
 
Questa tecnica detta del chi sao richiede anni di pratica e questa evocazione rapida di riflessi si basa soprattutto sul contatto fisico, la componente riflessa e automatica predominano su quella volontaria, l’esecuzione risulta rapidissima quanto efficace, ma ancora una volta in un contesto di improvviso pericolo risulta difficile evocare le medesime risposte perchè queste sono allenate in un contesto molto preciso, e in altri contesti le dinamiche e le variabili sono troppe per potersi basare solo su queste.
 
Diventa estremamente più complesso evocare le stesse risposte quando si è attaccati improvvisamente o in maniera totalmente diversa da quelle viste in allenamento. In questi casi infatti è probabile che la nostra componente più istintiva ( quella che con movimenti riflessi ha sempre salvaguardato la specie: portare indietro il capo alzare le mani, retrarre il ventre) si attiverà comunque.
 
Questa è la differenza con la difesa personale se la nostra vita è in pericolo la componente riflessa precederà la nostra volontà e allora lavorare su queste componenti ( difese e  attacchi basati su movimenti naturali istintivi del corpo che sfruttano schemi motori di base) può essere estremamente utile per mettere d’accordo : riflesso automaticità e volontà.
 
Ne può conseguire che su un attacco avremo un riflesso che sarà alzare la mano a protezione, da questo parte uno schema motorio automatizzato in precedenza ( componente automatica) che porta a sfruttare questo movimento per proteggerci e poi colpire, e infine a Colpire più o meno forte a fermarci o adattare la nostra difesa alla situazione( componente volontaria).Per concludere: Tutte le arti marziali permettono di sviluppare riflessi condizionati e di attivarli in situazioni di stress eseguendo movimenti che seguono schemi motori anche molto complessi,  questi possono essere molto efficaci su un ring o in un contesto di lotta dove vi è già un adeguata preparazione mentale oltre che un allenamento specifico, in questi schemi motori predomina chiaramente la componente volontaria e automatica.

Ma nella realtà di ogni giorno  In un contesto di pericolo immediato il nostro cervello riattiva quelle vie preferenziali indipendenti dalla volontà, quelle automatiche e riflesse , che sono state fondamentali per l’evoluzione umana vanificando spesso le tecniche apprese.Per questa ragione in un ottica di difesa personale può essere più vantaggioso allenare risposte quanto più simili a questi riflessi ancestrali, sfruttando li stessi schemi motori, in questo modo anche di fronte ad un evento del tutto inaspettato il nostro cervello evocherà la risposta più rapida e naturale possibile e se sufficientemente allenata anche la più efficace.

Dunque si potrebbe dire che è sempre meglio ( nell’ambito della difesa personale) lasciarci guidare dall’istinto e dalla natura, ma anche in questo caso con  moderazione infatti anche il rilassamento sfinteriale che si ha in situazioni di pericolo/ paura è dato dall’attivazione del Sna simpatico ed è un meccanismo riflesso estremamente naturale che ha il fine di alleggerire il nostro corpo da carichi inutili come urine e feci e prepararci a combattere o fuggire….. ma forse in questo caso meglio non allenarlo troppo.

Bibliografia essenziale:

SALVINI A. – MATURAZIONE, APPRENDIMENTO E SVILUPPO

HARRISON – PRINCIPI DI MEDICINA INTERNA

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