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Il cuore dell’allenamento nel krav Maga

Allenamenti sotto stress nel Krav Maga: A cosa servono? Come si compongono? Perché è così facile che un istruttore improvvisato faccia danni se non sa come usarli?

Per rispondere a questa domanda occorre fare un passo indietro e comprendere cosa succede nel nostro cervello quando lo stress, dovuto alla percezione di un pericolo, si eleva e raggiunge soglie critiche.

In termini molto generali possiamo immaginare il cervello composto di tre strati. 

  • Uno interno, il più antico, che presiede alle attività vegetative e a quelle legate alla sopravvivenza (riproduzione, alimentazione, sonno, combattimento e fuga);
  • Uno più recente che regola le nostre attività ed emozioni in tutto e per tutto simile a quello degli animali;
  • L’ultimo, più esterno, che caratterizza le nostre capacità di elaborazione complessa, analisi, intuizione e previsione sulla base delle esperienze passate;

Quest’ultimo è quello che caratterizza l’uomo come essere umano evoluto. L’arte, le capacità motorie fini, il linguaggio fanno tutte parte di quest’area. una parte meravigliosa ma che richiede una grande quantità di risorse e, sfortunatamente, è troppo lenta quando si tratta di prendere decisioni immediate.

Infatti man mano che la situazione di stress si eleva, sia per elevati stimoli fisici che per effetto della paura di un pericolo, il cervello sgancia la parte più evoluta per utilizzare gli strumenti delle aree sottostanti meno raffinati ma più rispondenti al problema. E’ lo stesso meccanismo per cui scaliamo di marcia quando ci troviamo ad affrontare una salita in macchina.

In che modo gli allenamenti sotto stress nel Krav Maga affrontano il problema:

Più scaliamo di marcia, meno siamo in grado di utilizzare le nostre abilità tecniche e meno siamo in grado di gestire ciò che ci circonda.  Quest’elemento è fondamentale per poter operare in termini di scelte tattiche come equipaggiarsi, sfruttare l’ambiente, proteggere una persona e così via.

L’ideale sarebbe riuscire a rimanere perfettamente freddi e lucidi. Un ideale a cui si può tendere ma che rimane , appunto, sempre un ideale. Va da se che, visto che lo stress è una componente costante di ogni situazione di pericolo il Krav Maga debba trattare nei suoi allenamenti quest’aspetto.

Gli allenamenti sotto stress servono per affrontare questa problematica su due piste differenti ma parallele.

  1. Abituare l’allievo a gestire in modo progressivo lo stress di una aggressione attraverso il miglioramento delle capacità e degli strumenti adeguati.
  2. Desensibilizzare l’allievo allo stress in modo da aiutarlo a pensare in modo “tattico” nelle prime fasi dello scontro o dell’aggressione che sta per nascere.

Perché un istruttore improvvisato di Krav Maga può fare grandi danni nel somministrare questo genere di allenamento? :

L’allenamento sotto stress nel Krav Maga è un tassello fondamentale della pratica. Allo stesso tempo è proprio l’aspetto che più di tutti, se operato in modo scorretto a causa di una cattiva formazione, può fare i danni peggiori.

Durante gli allenamenti sotto stress gli allievi si trovano in una condizione particolarmente vulnerabile dal punto di vista fisico e mentale.

Dal punto di vista fisico perché un livello più alto di intensità li espone ad un rischio elevato di infortunio se non sono stati precedentemente ben assimilati gli appropriati protocolli di sicurezza.

Dal punto di vista mentale perché il danno fisico e l’insuccesso grave portano l’allievo ad interrompere l’apprendimento e il suo rafforzamento facendolo regredire ai movimenti istintuali di difesa come la copertura totale, la paralisi o la fuga. Alle volte, un allenamento sotto stress particolarmente maldestro può produrre l’abbandono dell’allievo.

L’abilità dell’istruttore sta nel dosare le componenti in modo da offrire un contesto sufficientemente sfidante e allo stesso tempo sicuro ad una classe che, nella maggior parte dei casi, è disomogenea. Questa abilità non si improvvisa.

Infine, tutto l’allenamento deve essere sotto stress?

Sicuramente no perché l’aspetto dell’apprendimento tecnico implica che la nostra parte evoluta del cervello sia attiva.

L’allenamento sotto stress è uno strumento attraverso cui le tecniche, precedentemente apprese, vengono messe a tutta prova e “pulite” da un contesto realistico di pratica.

Indurre uno stress continuo ha come risultato un apprendimento vicino allo zero.

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