Siamo condizionati a credere che il condizionamento funzioni?

Il condizionamento osseo è una pratica molto popolare tra i praticanti di arti marziali e sport da combattimento come la thai boxe.

In parte resa famosa da film in cui, a beneficio dello spettacolo, potevamo vedere allenamenti al limite dell’improbabile.

Credo che della mia generazione nessuno dimenticherà il film di Van Damme in cui l’avversario si scaldava prima di un incontro prendendo un pilastro a colpi di tibia.
Un riscaldamento equilibrato e alla portata di tutti, direi.

Evidenze scientifiche sul condizionamento osseo.

Chi cita le evidenze scientifiche del condizionamento osseo fa riferimento a Julius Wolff, un chirurgo vissuto nel 1800. Il consiglio è quello di farvi una ricerca in merito. Si tratta di materiale piuttosto vecchio e comunque mai confermato dalla comunità scientifica.
Insomma, prove reali non ce ne sono.

Ma non devi credere a me.

Se credi che il metodo scientifico abbia una validità cerca materiale attinente.
La scelta è tua.
Il mio consiglio, magari, prima di imbarcarti in allenamenti che potrebbero danneggiare il tuo corpo a lungo termine, informati e non credere a nulla per “fede”.

Il condizionamento serve?

Il punto, però, è chiedersi se, ammesso che funzioni, il condizionamento osseo serva per la difesa personale.

Chiariamoci, tutto serve e nulla è davvero indispensabile a parte una seria preparazione mentale.
In fondo anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, no?
La questione, piuttosto, è se una pratica del genere, valga la fatica, il tempo ed i rischi in relazione a cosa si ottiene.

Bene.

Se l’obiettivo fosse combattere in un ring, sicuramente avere armi più “dure” è un qualcosa da prendere in attenta considerazione.
Ma se l’obiettivo è quello di essere più sicuri e fare una buona difesa personale, quanto meno lo sforzo non vale il gioco.

L’aspetto del combattimento in sé, infatti, è uno strumento per “condizionare” la mente in termini di forza di volontà, problem solving e capacità di reazione.
Certo poi è utile anche per lo scontro fisico vero e proprio.
Ma pensare che fare difesa personale sia centrare la propria reazione sul combattimento beh, vuol dire non aver capito nulla di cosa sia la difesa personale.

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Preparazione mentale
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