L’allenamento in Krav Maga Global

 

Le tre chiavi per un miglioramento costante.

 

Bastasse fare, non ci sarebbe bisogno di insegnanti. Il Krav Maga è conosciuto e viene proposto come sistema di autodifesa semplice, che si apprende in poco tempo e adatto a tutti.

Vero. Ma questi risultati si ottengono solo e soltanto se dietro il sistema ci sono almeno queste tre componenti fondamentali:

  • Una progettazione rigorosa del sistema. La difesa personale NON è un mucchio di tecniche incollate le une alle altre (anche fossero le migliori del mondo) e NON si improvvisa… anche se l’essenza nella pratica sul campo poi  è proprio saper improvvisare.
  • Progressione. Chi allena atleti con profitto sa bene quanto questo aspetto faccia la differenza. Se manca la progressione, una intensità sapientemente dosata l’atleta non migliora (troppo facile) oppure si fa male e regredisce (fisicamente o per la paura di compiere di nuovo lo stesso gesto).
  • Metodo scientifico. Il miglioramento deve essere monitorato e l’atleta deve essere messo nelle condizioni di rendersi conto dei suoi progressi e delle sue potenzialità. Per questo i risultati devono essere oggettivamente osservabili.

La progettazione.

La progettualità del sistema nella Krav Maga Global sta in come il programma è strutturato. Questo non solo nella successione di cosa insegnare prima o cosa insegnare dopo ma anche e soprattutto nella modalità di insegnamento. L’addestramento alle tecniche di difesa personale sfrutta al meglio le capacità naturali del cervello umano di “fare rete” e collegare elementi distinti ma che, una volta uniti, si danno forza a vicenda.

Così attraverso una lezione che richiama costantemente i movimenti base utilizzati nelle fasi di attivazione e riscaldamento, sfrutta le tecniche fatte nelle precedenti lezioni e combina con esercizi che impegnano il cervello e il corpo in fasi a difficoltà crescente, l’atleta riceve il massimo beneficio possibile.

La progressione.

Il detto più usato a sproposito per questo aspetto è: “Ciò che non mi uccide mi fortifica.”

Un buon modo per nascondersi dietro il fatto che non si è assolutamente capaci di preparare lezioni e cicli di allenamento con il giusto dosaggio di intensità. La progressione nella difesa personale e nel Krav Maga per civili è un aspetto essenziale e che è direttamente responsabile, quando non applicato, di tanti danni fatti a persone che ora hanno la convinzione di non potersi difendere.

Proprio in un settore così delicato in cui entrano in gioco tante componenti psicologiche, l’istruttore deve essere in grado di tarare il livello di stress fisico e psicologico, in modo tale che la classe (alle volte opportunamente divisa in gruppi di più o meno esperti) possa sostenere il carico.

La scientificità.

Il Krav Maga nasce in ambito militare e di questo ambito conserva, per i civili, gli aspetti di estrema praticità e oggettività nel risultato. Questo implica che la resa è sottoposta a verifiche cicliche da parte dell’istruttore. Questi microcicli hanno due effetti, entrambi importantissimi:

  • Rendere l’atleta consapevole dei propri progressi. Aumentare la sua motivazione e stimolare gli apprendimenti successivi. Se il praticante non è cosciente di ciò che può fare non avrà fiducia nei propri mezzi e se non avrà fiducia nei propri mezzi di sicuro avrà grosse difficoltà ad attuare procedure di de-escalation o una lezione opportuna in caso di aggressione.
  • Rendere l’istruttore consapevole di cosa nelle sue lezioni funziona e di cosa non sta producendo risultati. La programmazione non è fissa ma sufficientemente modulare da essere mobile e dinamica… esattamente come deve essere la difesa personale.

 

Briefing prima del Test

Briefing prima del Test di passaggio di livello

Tecniche su colpitore

Tecniche su colpitore

Tecnica di difesa dal suolo

Tecnica di difesa dal suolo