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Qual è la prima cosa da allenare una volta superato il tuo corso istruttori?

Bravo, sei diventato istruttore.
E adesso?

Diciamolo ben chiaro: diventare istruttore è il primo gradino di una nuova crescita
Da allievo infatti si ha l’unica responsabilità di crescere e diventare abile nel sistema scelto.
Da istruttore/maestro le cose cambiano e di parecchio.
L’istruttore infatti ha il compito di garantire la crescita dei propri allievi, quindi spronarli verso territori sconosciuti e, allo stesso tempo, garantire che il processo avvenga in sicurezza.
Quest’ultimo aspetto è talmente importante che l’istruttore è chiamato non solo a garantire la sicurezza fisica ma anche quella emotiva e relazionale.

Qual è allora la prima cosa da allenare (sarebbe corretto dire, continuare ad allenare) una volta diventati istruttori per poter assolvere degnamente questo compito?

L’ascolto.
L’ascolto in due direzioni differenti.

L’ascolto verso se stessi. 

Essere capaci di ascoltare se stessi, le proprie emozioni e le proprie sensazioni corporee sarà decisivo per il miglioramento come istruttori sotto il profilo tecnico e nell’ambito del combattimento (se previsto dalla disciplina).

Man mano che si migliora, infatti, sempre più l’apporto esterno deve essere qualcosa di preciso e meno presente per lasciar posto a quella che è l’approfondimento personale del sistema.
Sì, un maestro si allena più dei propri allievi, a prescindere dal sudore che versa sul tatami. 

L’ascolto verso gli altri.

I tuoi allievi infatti avranno una miriade di problematiche e difficoltà a cui non avrai mai pensato.
Se non sarai capace di accoglierle e ascoltarle davvero, le liquiderai come irrilevanti invece di prendere spunto da esse per sviluppare nuovi percorsi.

Riassumendo.
Adesso che sei diventato istruttore, se sarai capace di ascoltarti sarai il miglior maestro che tu abbia mai avuto; se sarai capace di ascoltare i tuoi allievi, saranno i migliori maestri che avrai mai avuto. 

Buona scoperta.

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