La lotta serve in un sistema orientato alla difesa personale?

Per le finalità della difesa personale vi sono generalmente due scuole di pensiero individuabili.  Una che ritiene che, con diversi gradienti, grazie al gioco sporco si possa evitare di saper lottare.

La cosiddetta antilotta.

Un altra per cui saper lottare arriva sino ad essere parte integrante del metodo di difesa personale. Generalmente quei sistemi che traggono la loro preparazione da pratiche in cui la lotta in piedi e a terra ha una parte preponderante.

Nel Krav Maga questi due aspetti si combinano.

Come?

E’ vero che è molto difficile lottare con una persona che cerca di cavarti gli occhi e mordere, sempre se prima non è riuscito a colpirti i genitali. Ma è anche vero che se non si capisce come la lotta funzioni non si ha lo spazio ne il tempo di inserire alcun contrattacco. Anche su un lottatore inesperto che fa uso preponderante della forza.

Quindi?

Quindi è necessario conoscere prima i meccanismi della lotta e saperli applicare e dopo, appresi questi decidere quando e come utilizzare quelli dell’antilotta.

Nulla di nuovo, in verità. Allo stesso modo ci comportiamo con le tecniche di pugno. La questione non è se sia necessario o meno fare pugilato per difendersi da un pugno. Ma di sicuro occorre sapere come un pugno si tira. Prima si conosce il veleno prima si può preparare l’antidoto.

La risposta alla diatriba tra Lotta o antilotta, per noi è: Lotta e Antilotta.

Approfondisci l’argomento con l’articolo: Dojo o street fight? 

Per darti un quadro generale del Krav Maga ti consiglio inoltre:
Le 3 cose del Krav Maga reale che nessuno ti dice
I 3 punti essenziali per riconoscere un buon Krav Maga

Qual è la tua opinione in merito?
Ti è mai capitato di applicare una finalizzazione da lotta in un combattimento per strada?
Lascia la tua opinione nei commenti.
Condividi l’articolo e metti il like o il plus di google.
Un piccolo clic ci aiuta a capire in che modo possiamo essere utili ai nostri lettori.