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Un resoconto per chi vuole vederci chiaro 😀

Combattere alla cieca è un classico di alcune scene di film d’azione e di alcuni personaggi leggendari legati alle arti marziali. Quanto la vista influisce? Anche chi ha problemi alla vista può fare difesa personale?

In quest’articolo riporto il resoconto di un atleta di Krav Maga che, come esperimento, ha scelto di allenarsi senza gli occhiali.
La sua esperienza è estremamente interessante perché se la vista è uno dei sensi che usiamo di più è anche quello che soffre maggiormente in una situazione di difesa personale. Infatti, alla necessità di dover mettere a fuoco una cosa per volta si aggiunge il restringimento del campo visivo dovuto allo stress.

Perchè leggere questo resoconto è utile a tutti

Anche la possibilità di una colpo diretto o indiretto agli occhi va aggiunta allo scenario per il fatto di ritrovarsi, volenti o nolenti a combattere alla cieca.

Per questi motivi questo resoconto può essere utile a tutti i praticanti di Krav Maga e di difesa personale in generale. Nessuno di noi può sapere di quanta vista avrà a disposizione in una situazione di aggressione o pericolo.

Ecco il resoconto: combattere alla cieca o quasi

Ho pensato di fare quest’esperimento quando durante una simulazione di aggressione ho perso le lenti. Mi è sembrata una situazione molto realistica e che meritava di essere approfondita.

Così ho iniziato a provare ad allenarmi senza lenti né occhiali. Non ci vedo molto, questo è un dato di fatto. Mi mancano quasi 4 gradi, e per dare un’idea, ho serie difficoltà a volte a capire con chi mi sto allenando, quando vengono fatti i cambi con un nuovo compagno. Nonostante questo è un’esperienza che consiglio veramente di fare a tutti quelli che per loro sfortuna hanno una vista bassa tant’è che sto seriamente pensando di continuare ad allenarmi senza lenti a contatto.

Come le altre cose richiede pratica. Di fatto è tutto un mese che sto facendo in questo modo, ed ho potuto notare grossi miglioramenti nelle ultime lezioni. 

La prima lezione è stata un incubo: quando studiavo psicoacustica, una delle cose che mi aveva stupito era il forte legame che esiste tra i sensi dell’udito e della vista. Generalmente un miope ‘tende’ a limitare pure l’udito quando è senza occhiali, principalmente perché c’è un meccanismo di retroazione: l’udito individua il suono e cerca la sorgente, la vista individua la sorgente e da dei feedback all’udito per ‘filtrare’ meglio i suoni da quella direzione. 

Ciò ha comportato che la prima lezione non solo non riuscivo a ‘vedere’ le spiegazioni, ma nemmeno a sentirle. Il confronto col compagno d’allenamento quindi è stato estremamente difficile: strizzavo gli occhi all’inverosimile per inquadrare meglio, ma con scarsi risultati. Dopo il primo impatto, le successive lezioni ho abbandonato l’idea di vederci: in pratica ho ‘accettato’ di allenarmi praticamente alla cieca. 

Ed è qui che son arrivati i primi feedback interessanti: in pratica piano piano ci si accorge che non è necessario per niente avere i dettagli di cosa arriva. Ho notato che il mio cervello è in grado di capire comunque la traiettoria di un colpo in arrivo purché perlomeno se ne veda una sorta di ‘silhouette’.

Di più, il fatto di non concentrarmi sui dettagli in realtà mi sta aiutando per… i colpi bassi. Ebbene mi sono accorto che il fatto di ‘non fissarmi’ su un dettaglio (occhi, viso, mani) perché ‘tanto vedo una roba confusa’ mi sta aiutando a ‘percepire’ meglio i calci ai genitali.

Ovviamente è ancora presto per dirlo, perché son solo 6 / 7 lezioni, però è un indizio molto interessante. Ancora di più mi ha stupito che ci si arrangia pure sul calcolare la distanza, e ci si affida al tatto per capire se o quanto è affondato il colpo. Inoltre mi si conferma un assunto che avevo sentito, ossia che la visione periferica sia generalmente più ‘sensibile’ ai movimenti rispetto alla parte centrale, il che si riallaccia probabilmente con una migliore percezione dei calci.

Altra cosa positiva, piano piano anche a casa sto abituandomi a non avere sempre gli occhiali addosso: sono perfettamente conscio che non si guarisce dalla miopia, però allenarsi mi sta dando la convinzione che come tutte le cose l’abitudine fa molto più del bisogno.

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