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Qual’è la logica della difesa da coltello nel Krav Maga?

La stessa di tutte le altre aree che affronta: Comprendere il problema ed elaborare una risposta che lo risolva nel miglior modo possibile.

Lo scenario è ovviamente molto più ampio di quello che comunemente si intende. All’interno di questo, il coltello può essere lo strumento con cui si rapina o si vuole dare una lezione così come il mezzo di rivalsa dopo una discussione accesa o aver avuto la peggio in uno scontro fisico.

In qualsiasi modo si sviluppi dobbiamo aver ben chiaro cosa il coltello può comportare e sapere che la distanza è sempre e comunque la condizione che offre maggiori possibilità di sopravvivenza. Sottolineiamo che stiamo parlando di difesa personale e non dei compiti di un operatore di sicurezza o di un militare.

L’obiettivo della difesa da coltello.

A tale obiettivo si deve sempre tendere e, a meno che non intervengano necessità particolari, tutte le nostre azioni devono portarci a ripristinare la maggiore distanza possibile dall’aggressore. Tutto il corpo interviene in questo compito sia in chiave difensiva che come attacco preventivo.

Facciamo qualche esempio: spostamenti; uso dell’ambiente come ostacolo; reperire strumenti occasionali che possano proteggerci o consentirci di attaccare con maggiore sicurezza; uso dei calci come anticipo o interdizione; uso delle mani per deflettere afferrare o spingere.

Tutti questi strumenti vanno usati fluidamente uno assieme all’altro a seconda della necessità. La difesa da coltello è una situazione che termina solo quando siamo in un luogo sicuro e possiamo avviare le procedure di richiesta di assistenza.

L’allenamento alla difesa da coltello.

L’allenamento alla difesa da coltello nel Krav Maga, dunque, rispecchia il principio di distanza (tutto deve tendere a guadagnarla salvo differenti necessità) e orienta i mezzi a disposizione per raggiungerlo (sfrutta corpo e ambiente a 360°) .

Nella pratica si concentra nel passare da una fase ad un’altra per gestire errori e il mutare della situazione. Nulla viene mai dato per scontato ed è per questo motivo che si cerca di portare quanto prima l’atleta a simulare un contesto realistico. Il compagno d’allenamento simula un contesto in cui si avvicendano fasi di minaccia, attacchi liberi non concordati, aggressioni improvvise.

Le tipologie di esercizi sotto stress e non che si usano per raggiungere questo scopo sono differenti. In questo video vogliamo mostrare alcune fasi di una semplice sessione di allenamento.

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