Cosa succede nella realtà di una aggressione?

La realtà è una cosa, la palestra un’altra.
Il problema nella difesa personale è che, a differenza degli sport da combattimento in cui ci sono le gare (il cui successo ha comunque un valore non assoluto), non esiste alcun banco di prova.

L’unico modo per verificare e avere un idea dell’efficacia di un sistema è raccogliere i tanti eventi reali di aggressioni e nel valutare la risposta che è stata data, determinare le informazioni utili.

Casi reali, statistiche e risultati.

Qualsiasi istruttore di difesa personale dovrebbe sempre studiare quanto più possibile su quelle che sono le casistiche e le statistiche di aggressione del proprio paese e della propria area.
Parte dello studio dovrebbe essere inoltre indirizzato verso (oramai la tecnologia ce lo consente) i video delle telecamere di sicurezza che mostrano dinamiche reali di aggressione e (talvolta) di reazione.

Una analisi accurata consente di comprendere meglio come indirizzare il proprio allenamento e cosa funzioni sulla base di utenza che richiede la difesa personale (che normalmente non sono di sicuro atleti professionisti)

Il racconto che riporto è quello di un istruttore della Krav Maga Global. Devi quindi considerare un livello differente di preparazione e capacità di reagire alle situazioni di pericolo differenti rispetto ad una normale pratica da allievo.

Se ti interessa l’argomento, leggi l’articolo su come ci si allena ad evitare la paralisi da aggressione.

Utilissimi anche: Combattimento, la paura che bloccaRiconoscere e usare la paura

Racconto di L.C. Istruttore Krav Maga Global 

Londra, sei del pomeriggio. 
Con un amico entro in un pub.
Lui si avvicina al bancone ed io mi guardo in giro cercando un posto dove sederci.
Il tempo di guardarmi attorno ed era già successo il tutto.

Sento rumori e urla. 
Vi volto e vedo il mio amico ferito.
Ha la testa sporca di sangue  mentre un tipo decisamente grosso, visibilmente ubriaco lo fronteggia e lo insulta.
In mano ha quello che rimane di una bottiglia.
Sono sbalordito e non so bene cosa fare. 
 
Nessuno sembra volersi avvicinare tutti tengono la distanza.
Il tipo si muove per uscire da pub ma nessuno lo ferma.
Io ero abbastanza vicino all’uscita e ricordo di aver avuto il tempo di poter ragionare.
Volevo fermarlo ma, anche se ubriaco, si trattava di un uomo notevolmente più grosso di me.
L’Istinto era quello di tirargli un pugno in faccia ma in quei pochi secondi ho pensato che era davvero una pessima idea.
 
Non ero sicuro che sarei riuscito a stenderlo solo con un pugno.
Poi cosa avrei fatto? Ammesso che avesse funzionato avrei dovuto continuare a colpire.
Mi sembrava una scelta poco felice fare un incontro di kickboxing con lui. 
Allo stesso tempo mettermi a lottare per cercare di immobilizzarlo era fuori discussione, quel tipo era davvero enorme. 
Alla fine l’istinto prevale. .
Come mi passa affianco gli tiro una manata nelle palle. 
Non risparmio in forza. Tiro esattamente come faccio sui colpitori da allenamento.
Va giù immediatamente. 
E’ stato un istinto intelligente ma decisamente non delicato. 
Solo allora, con lui a terra, ottengo la collaborazione dei clienti del pub.
Chiedo che venga chiamata la polizia e vado subito a vedere come sta il mio amico. 

Cosa è interessante valutare in questa situazione: 

Soggetto in stato alterato a causa dell’alcool 

L’alcool è un elemento statisticamente rilevante nelle casistiche di aggressione.
Alle volte le persone che eccedono danno segnali evidenti di una aumentata pericolosità.
Altre volte (più di rado) una persona può bere in silenzio per una serata pensando ai propri problemi sino a che qualcosa non accende la miccia dell’aggressività.

Che fare dopo lo scontro.

Spesso quello che manca nei corsi di difesa personale è la mancata gestione di ciò che avviene prima e dopo un’aggressione o evento pericoloso. 
La cosiddetta “regola generale” di colpire e fuggire è uno dei tanti miti della difesa personale. Neutralizzata la minaccia occorre occuparsi del prossimo problema e se questo include la fuga ci si allontanerà dal luogo dello scontro.

In questo caso neutralizzata la minaccia è stata richiesta la collaborazione delle persone vicine  per controllare la persona e chiamare la polizia. Quindi si è andati a controllare le condizioni della persona ferita. 
 

Considerazioni ( a mente fredda) del protagonista:

Non mi sarei mai aspettato di avere problemi in un pub ad un orario del genere.
Ma non sai mai con chi ti puoi ritrovare a che fare. 
In allenamento, quando facciamo delle simulazioni, non esistono attacchi o situazioni che non si provano perché improbabili.
L’unica regola è che se puoi pensarlo può accadere. 
Anche se stai attento e cerchi di evitare situazioni a rischio la realtà può sempre sorprenderti.
Per cui meglio essere preparati che dover dire: non me l’aspettavo!
 

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