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Essere consapevoli di ciò che accade è la prima difesa.

Il racconto che riporto è quello di un istruttore della Krav Maga Global. Devi quindi considerare un livello differente di preparazione e capacità di reagire alle situazioni di pericolo differenti rispetto ad una normale pratica da allievo.

Se ti interessa l’argomento, leggi l’articolo su come ci si allena ad evitare la paralisi da aggressione.

Utilissimi anche: Combattimento, la paura che bloccaRiconoscere e usare la paura

 Racconto di L.C.

Londra, sei del pomeriggio. 
Con un amico entro in un pub. Lui si avvicina al bancone ed io mi guardo in giro cercando un posto dove sederci. Il tempo di guardare altrove ed era già successo tutto. 
Sento rumori e urla. 
Vi volto e vedo il mio amico ferito. La testa sporca di sangue e un tipo decisamente grosso, visibilmente ubriaco, che lo insulta.
In mano ha quello che rimane di una bottiglia.
Sono sbalordito. 
 
Nessuno sembra volersi avvicinare tutti si tengono a distanza.
Il tipo si muove per uscire da pub ma nessuno lo ferma.
Io ero abbastanza vicino all’uscita e ricordo di aver avuto il tempo di poter ragionare.
Un ragionamento rapido che provo spiegare anche se durato pochi secondi.
Volevo fermarlo ma, anche se ubriaco, si trattava di un uomo notevolmente più grosso di me.
L’Istinto era quello di tirargli un pugno in faccia ma era una pessima idea.
 
Aggiungevo un’aggressione alla precedente e avrei dovuto renderne conto.
Allo stesso tempo mettermi a lottare per cercare di immobilizzarlo era fuori discussione. 
Alla fine l’istinto prevale. 
Ma è un istinto buono.
Come mi passa affianco gli tiro una manata nelle palle. 
Non risparmio in forza. Tiro esattamente come faccio sugli scudi da allenamento.
Va giù immediatamente. 
E’ stato un istinto buono ma decisamente non delicato. 
A questo punto ottengo la collaborazione dei clienti del pub. Chiedo che venga chiamata la polizia e vado subito a vedere come sta il mio amico. 
  

Elementi di interesse sull’evento d’aggressione: 

–Alcool.
L’alcool è un elemento statisticamente rilevante nelle casistiche di aggressione. Alle volte le persone che eccedono danno segnali evidenti di una aumentata pericolosità. Altre volte (più di rado) una persona può bere in silenzio per una serata pensando ai propri problemi sino a che qualcosa non accende la miccia dell’aggressività.
–Assistenza.
Spesso quello che manca nei corsi di difesa personale è la mancata gestione di ciò che avviene prima e dopo un’aggressione o evento pericoloso. 
La cosiddetta “regola generale” di colpire e fuggire è uno dei tanti miti della difesa personale. Neutralizzata la minaccia occorre occuparsi del prossimo problema e se questo include la fuga ci si allontanerà dal luogo dello scontro. 
Nel caso trattato, a seguito della neutralizzazione dell’aggressore: 
Assistenza nei nostri confronti: è stata richiesta la collaborazione delle persone vicine  per controllare la persona e chiamare la polizia. 
Assistenza verso altri: Si è andati a controllare le condizioni della persona ferita. 
 

Considerazioni del protagonista della storia:

Devo essere sincero non mi sarei mai aspettato di avere problemi in un pub ad un orario del genere. Certa gente è davvero fuori di testa. 
In allenamento, quando facciamo delle simulazioni, non esistono attacchi o situazioni che non si provano perché improbabili.
L’unica regola è che se puoi pensarlo può accadere. 
Anche se stai attento e cerchi di evitare situazioni a rischio la realtà può sempre sorprenderti con qualcosa di inaspettato.
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